Il Grido: spazio al rock di origine controllata

Il Grido

Rimandi e reminiscenze sono quasi dovute e doverose. Ma l’esordio dei romani Il Grido non ci sta a fare i conti con i fantasmi e alle distorsioni grunge italiane mescola appena qualche goccia di elettronica internazionale e grida rabbia alla rivoluzione personale. Omonimo lavoro che esce per la Volume! Discografica Moderna e in qualche modo segna un ritorno all’alternative rock che tanto ha fatto molto provincia…che in qualche modo ha segnato l’epoca della provincia stessa. In attesa del video ufficiale vi cogliamo l’ascolto di questo disco che nel singolo “Amsterdam (hai una cura per me?)” segna davvero il passo che mancava.

Dalla scena romana c’è anche grande Rock. Quindi non solo i cantautori…come invece sembra dalle ultime mode…
Si, ma proprio come dici tu è la moda di adesso. Chissà quanti ne resteranno fra dieci anni, e chissà quale genere andrà. La realtà romana è ricca di situazioni disparate, i gruppi rock sono tanti e alcuni molto validi. Quando girerà la ruota ci faremo trovare pronti.

Non ci sono videoclip. E non vi troviamo su Spotify. Come mai?
Il video è quasi ultimato e il disco è su Spotify, se non lo avete trovato sarà stato solo per qualche problema di tempistica, è uscito i primi di aprile su tutte le principali piattaforme digitali. Per chi scalpita c’è su youtube un lyric video del nostro singolo, “Amsterdam (hai una cura per me?)”, molto bello e con un’ atmosfera molto rock, non è il classico lyric video con le parole che scorrono su una foto. A fine mese uscirà quello ufficiale.

Live. Che scena avete di fronte e che scena volete fare?
Fortunatamente sul versante live la scena è variegata. In Italia sono nati tanti nuovi festival, anche molto grandi e competitivi con i palcoscenici europei. È vero che i nomi di quei cantautori un po’ indie che dicevamo prima si ripetono spesso, ma ci sono anche grandi nomi che vanno ancora alla grande, come i Verdena, il Teatro degli orrori, I Ministri ecc…noi vorremmo una scena fatta di grandi gruppi e persone curiose di ascoltare musica nuova. Il problema non è l’indie, è il fatto che non si ascolti altro. Un grande difetto di questo paese è che la gente è diseducata alla curosità, a crearsi un proprio gusto, ad ascoltare cosa uno sconosciuto abbia da dire.

Eppure ascoltandolo bene ci sono tracce di un rock psichedelico per quanto significato abbia questa parola nella scena indipendente italiana. O sbaglio?
Sicuramente! tra le tante nostre influenze ci sono gruppi che ci sono andate già pesante con la sperimentazione e con la ricerca sonora.
Forse parlando di psichedelia si pensa anche ad atmosfere più dilatate e tempi più rallentati, i nostri ritmi in generale sono sempre abbastanza sostenuti, però col suono ci siamo messi in gioco. Anzi, ci abbiamo proprio giocato, coi nostri effetti a pedale ci siamo divertiti come bambini al parco.
E probabilmente abbiamo trovato un sentiero, una strada nostra, che non vediamo l’ ora di continuare a percorrere.

Etichette a parte…Il Grido perché arrivano a questo disco? E non è una domanda banale…
Arriviamo a questo disco perchè ce lo avevamo nella pancia. Dovevamo sviscerarlo. Ed è stato tutto molto naturale, i pezzi si sono scelti da soli, quelli con più urgenza di venire fuori sono finiti nel disco. Sarà che ognuno di noi lavora nella musica come professionista, ma spesso suoniamo materiale di altre persone. A furia di farlo è naturale ad un certo punto sentire l’ esigenza di dire cose tue, nel modo che preferisci tu. Non abbiamo mai pensato a tavolino cosa scrivere, questo Ë il genere che amiamo e che ci viene spontaneo fare.

Luca Bolsena

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