Luca Vagnini: secondo disco dal titolo “L’Invisibile”

VAGNINI 1

Un nuovo disco per il cantautore marchigiano Luca Vagnini che torna a dar voce alla sua musica con un concept che prende sputo da tematiche sociali e personali. Si intitola “L’invisibile”, segna il passo a ritmo di ballate leggere in chiaro stampo italiano e poi lascia molto spazio a quello che vuol essere il protagonista indiscusso del tutto: il testo. Melodie si, cercate, volute, accattivanti e all’inseguimento del gusto. Ma di certo, da buon cantautore, non lascia nelle retrovie le parole cesellate secondo metriche e significati. Con il singolo “La regina dei miei sogni” di cui in rete c’è un bel video di lancio, Luca Vagnini si presenta come eterno peter pan e dipinge un amore ancora sul filo dell’adolescenza dei sogni. Vita quotidiana dietro le trame spirituali della fantasia. L’intervista per gli amici di BoxMusica:

Luca Vagnini. Un secondo disco: conferma o evoluzione? Oppure…
Conferma per quello che riguarda lo scopo delle canzoni, cioè ho voluto raccontare storie che possano parlare ed emozionare i cuori e l’animo degli ascoltatori… Ma è anche un’evoluzione musicale, avendo deciso di rinnovarmi e stare un po più dalla parte del pop.

Cantautore oggi in tempo di crisi persino del pop. Mutazioni genetiche di questo lavoro…cosa ne pensi?
La musica, negli ultimi 30 anni, si è evoluta ancora tanto ed anche ascoltarla è molto più semplice.
Essere cantautore vecchio stile oltre che essere difficile ti posiziona in una fetta di ascoltatori molto limitata…. Il pop invece ti inserisce in un calderone pieno zeppo di tante realtà… In ogni caso è difficile, crisi o non crisi… L’unico modo è fare sempre ciò che ti senti rimanendo te stesso!

L’invisibilità…parliamo anche di emarginazione?
Ho voluto dare un valore a chi è emarginato e alle situazioni che non riusciamo a vedere.
Non parlo semplicemente di emarginazione, ma cogliere l’invisibilità delle stesse aiuta a sensibilizzarci.

Un disco che, anche aiutato dal tuo timbro vocale, ha qualcosa di adolescenziale ancora presente. Una scelta voluta?
Il timbro vocale è una cosa, lo stile adolescenziale è un altro.
Credo che i miei testi siano tutt’altro che adolescenziali, alcuni parlano di situazioni serie, di drammi e di pecche della società… Altri parlano d’amore.
L’amore non ha età e le emozioni che ci suscitano sono vissute da chiunque, in modo diverso, ma dal giovane all’adulto.
Il timbro della mia voce, purtroppo o per fortuna, non si può cambiare.

Quando e da cosa è nata l’idea di questo tema per il tuo disco?
Sono sempre stato attirato dalle situazioni svantaggiate o da quelle quantomeno discusse.
La traccia “il fanciullino” racchiude un po il mio modo di vivere… Criticarsi e mettersi sempre in gioco ogni qual volta si vive un’esperienza… Ecco, questo disco è un disco che racconta tante esperienze.

Dal vivo: cosa e come diventa la musica di questo “L’invisibile”?
Abbiamo lavorato questo disco con l’ottica di poterlo risuonare dal vivo usando tutto quello che abbiamo inserito negli arrangiamenti… Ma vengo proprio da pochi giorni dove ho avuto la possibilità di sperimentarne una versione acustica, scarna, vecchio stile… E il risultato è stato comunque affascinante. Sono molto contento.

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