DUB ALL SENSE: il collettivo canta la FRATELLANZA

dub all sense

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Ecco il terzo disco del collettivo chiamato in campo da Dubline. Si intitola “BRO”, abbreviazione popolare che indica brothers, fratellanza. Tutto quanto possa collimare con questo concetto credo sia possibile ritrovarlo all’interno di un disco che dal classico dub step di matrice elettronica si evolve in sonorità prive di filtri e di etichette. E da questa sembra scappare…almeno a nostro parere. Si parte dal singolo “Babilonia” guidato dalla voce di Zulù e Treble, uno street rap metropolitano contro una “babilonia” di corruzione e di mafia. E così si dipanano le restanti 10 tracce che da una parte fanno danzare alternando modulazioni jamaicane, reggae, celle ritmiche dal sapore afro assieme agli stilemi jungle rap americani come nella bellissima “Brothers fight togheter” cantata da TaDeo Man il cui titolo conferma quanto detto a chiare lettere si dalle primissime battute. E poi troviamo la splendida voce della cantante toscana Marina P, Luca dei Polina e tantissimi altri. A proposito di andamenti rap dal sapore afro: da sottolineare la bellissima prova di stile di Mc Baco in “Fyah Pon Dem”. Un disco strepitoso isnomma, che va assimilato con gusto del bello e del contaminato, in cui il mondo intero dialoga assieme mescolando “senza criterio” quello che trova per strada, da chiunque, da qualunque posto provenga e in qualsiasi lingua. Ci piace questo senso di globalizzazione che il suono restituisce. La fratellanza è anche questo e da questo riparte per costruire un futuro più sano. La produzione del lavoro ritrova la firma di Neil Perch e con questo direi che il collettivo sembra quasi al completo. Quasi…perché al bello non c’è mai fine. In rete il video ufficiale di “Babilonia”.

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