Fedez lascia la Siae per SoundReed, e la Siae risponde

fedez magnifico francesca michielin

Fedez ha lasciato la Siae per approdare alla SoundReef: “Un mese fa mia mamma, con cui lavoro, mi ha mostrato la rendicontazione del 2013. Non c’era ancora Renzi ma Papa Ratzinger: è passato troppo tempo. Quindi ho cominciato ad informarmi e cercare un’alternativa. Non sono qui per demonizzare Siae, ma SoundReef mi dà alternative più fresche e trasparenti. Quando scopro SoundReef, scopro che loro vogliono eliminare i borderò cartacei con una sorta di ‘Shazam’ digitale: mi sembra una scelta al passo con i tempi”. Fedez parla anche di dipendenti assunti in Siae “tramite sistemi clientelari e parenterali”. E accenna ad immobili acquistati dalla società per milioni di euro: “I loro soci lo sanno? Io ero un loro socio, anche a me servirebbe un immobile”.
Quindi la Siae ha rilasciato una nota ufficiale per rispondere a Fedez: “Abbiamo saputo e preso atto, si legge in una nota della Siae, della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80.000 associati. Continuiamo a stimare ed apprezzare Fedez come autore e come artista e tuttavia riteniamo che talune sue dichiarazioni siano frutto di una non corretta informazione. Dal canto nostro, prosegue la nota bSiae, siamo invece contenti di annunciare che dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti a Siae. Un boom di adesioni che ci inorgoglisce e ci conferma che gli sforzi che la Società sta facendo per migliorare i servizi per i propri associati – digitalizzando l’offerta, pubblicando online bilancio e relazione di trasparenza, azzerando la quota d’iscrizione per giovani e start up editoriali e abbassando la nostra provvigione, che oggi in media è sotto al 16% – stanno andando nella giusta direzione. La Società Italiana degli Autori ed Editori tutela in tutto 45 milioni di opere in virtù di 270 accordi di rappresentanza con società di collecting estere. Realizziamo circa 1,2 milioni di licenze all’anno e serviamo oltre 500mila utilizzatori sul territorio, senza gravare in alcun modo sulle casse dello Stato e senza dover fare utili nell’intermediazione del diritto d’autore. Questi dati dimostrano che abbiamo un peso e una massa critica che ci consentono di tutelare al meglio gli interessi dei nostri associati, anche nei tavoli di negoziazione con grandi player internazionali”.

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