Jovanotti racconta l’esordio con Pippo Baudo

Jovanotti

Jovanotti

Anche Jovanotti deve ringraziare Pippo Baudo per aver dato un bel colpo alla propria carriera. Ecco le parole del cantante a Blogo: “Pippo Baudo è una delle poche persone nella mia vita che mi basta pensarle per sentirmi spuntare un sorriso nel cuore! Mi volle a “Serata d’onore” per il suo grande ritorno in Rai che io ero famoso solo tra i ragazzi, e non solo, mi volle insieme a Celentano, pazzesco!… io e Adriano, anche solo a ripensarci mi viene voglia di abbracciare ancora Pippo, per ringraziarlo di nuovo a distanza di 25 anni!
Essere stato preso di mira dal suo intuito per i personaggi dello spettacolo è una delle medaglie che porto al petto e che nessuno potrà mai togliermi. Poi nel 1989 mi volle a Fantastico e io lì non fui all’altezza della situazione perchè per me era un momento di passaggio verso qualcosa che ancora non aveva forma, io volevo crescere e lui voleva che fossi quello di “Serata d’onore” che però non ero più. Per fortuna la carriera di un uomo di spettacolo è fatta anche di queste cose, l’importante è andare avanti e ricordare con affetto anche i momenti più difficili come un pezzo del cammino.

Pippo Baudo per me è il più grande personaggio della televisione italiana con la quale sono cresciuto, senza nessun dubbio, nessuno è mai riuscito a creare eventi di spettacolo come ha fatto lui. Ogni artista al mondo non desidera altro che essere “presentato” da Pippo Baudo, che è una “spalla” perfetta, un uomo spiritoso, in grado di creare grande empatia, è simpatico, è popolare, ha i tempi giusti, mette sempre l’ospite in condizione di fare bella figura.

Nel lavoro è un grande motivatore capace di costruirsi intorno squadre che danno il loro meglio. A parte la mia sincera gratitudine per Pippo che mi ha insegnato molto sul fare spettacolo, io gli voglio proprio un mondo di bene, ho una grande stima per lui e un affetto smisurato.

Inoltre essendo io un appassionato di storie, quando riesco a passare un po’ di tempo con Pippo mi metto il silenziatore e faccio parlare lui, lo spingo a raccontare episodi, aneddoti, ritratti, i suoi incontri, le star, le pazzie, le avventure, i capitomboli, i pranzi e le cene con i nomi più incredibili che si possano sentire. Non c’è volta che non sia tornato a casa con qualche nuovo capitolo di quel suo grande libro che non si è ancora deciso a scrivere e che spero che un giorno si decida di fare, anche se le storie più belle sono quelle che non si possono raccontare in pubblico, naturalmente”.

Commenti

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: