Paolo Tocco: di nuovo in campo come cantautore

Paolo Tocco

Paolo Tocco

Ottobre 2014. Anteprima video di un singolo, il primo deputato a raccontarci un nuovo disco che conserva in se una storia lunga di anni. Produttore, blogger, conduttore radiofonico. Ma anche prestigiatore (un tempo non troppo lontano), ma anche ingegnere. Non contento sfiora la rosa dei cinque ad un premio Tenco di 5 anni fa con un album di debutto dalla preziosa vena cantautorale. Si racconta e ci racconta le prime indiscrezioni. Dopo anni dedicati alla musica degli altri oggi torni a pensare alla tua… E se ti dicessi che anche questo disco servirà per la promozione di altri? Ci credi? La verità è che non mi sono mai considerato un Cantautore nel senso materiale del termine, ovvero non mi sono mai impegnato più di tanto a girare live e portare in ogni dove la mia musica. Non mi sento a mio agio nel prendere una chitarra e suonare le mie canzoni. Magari tiro fuori un mazzo di carte e rubo qualche OHHH ai passanti…“Anime sotto il Cappello” è stato un esperimento che ha voluto farmi capire sul campo cosa significa essere produttori ed è grazie a quel disco che poi è nata l’azienda discografica e tutti i contatti che oggi muovo per la musica che ho l’onore di gestire. Dopo anni e anni di esperienza diretta sul campo, tra studi di registrazione e giornalisti di ogni dove, ho raccolto tutto quel che ho imparato e conosciuto ed ho deciso di mettere un altro segno di questo lungo cammino. Il disco che ascolterete ne è solo la forma più esplicita e diretta e mi auguro servirà ad aprire nuove porte per gli artisti che verranno.

De Gregori, Fossati, i cappelli e quel certo modo di fare, la semplicità e la sperimentazione. Cosa c’è di nuovo e cosa invece ritroveremo immutato?
Inventare cose nuove, nuovi generi di musica, un nuovo modo di scrivere canzoni è un obiettivo impensabile. Il mio primo disco fu premiato proprio per la sua genuina quanto infantile semplicità, in un momento in cui tutti andavano in cerca di chissà quale trasgressione. Stando con i piedi a terra trovo molto più serio e maturo realizzare bene e con mestiere quella che è la spontanea evoluzione del proprio estro artistico. Hai nominato grandi nomi che condizioneranno sempre il mio gusto musicale. Ma questa volta ho affidato i miei piccoli scritti ad un produttore esterno – Domenico Pulsinelli – e ho lasciato che fosse il suo mondo musicale a contaminare e “scrivere” il suono e gli arrangiamenti delle mie canzoni. Saranno 11 tracce, tra la classica ballata cantautorale italiana e brani acustici dal sapore etnico. È stata introdotta l’elettronica dei sint quasi in ogni brano, e un bell’incastro di chitarre elettriche…tutte cose che nel mio primo lavoro mancavano totalmente. E poi ho finalmente ho realizzato un brano di solo pianoforte e voce. Avevo questo piccolo sogno nel cassetto e ci sono riuscito.

Ad ottobre uscirà il singolo “Aveva vent’anni” accompagnato da un video…
Ecco una delle ballate classiche della canzone d’autore di cui ti parlavo. Un brano accattivante nella costruzione, assolutamente radiofonico, ma lontano dal voler inventare o rivoluzionare qualcosa. Racconto un omicidio passionale in toni allegri, una contrapposizione nata quasi per caso, interessante. Il video l’ho scritto e realizzato da me, chiamando i personaggi giusti nei luoghi giusti…spero di aver fatto un bel lavoro. Una satira ai balletti che si vedono nei grandi fenomeni mediatici dii oggi, molta autoironia e quel richiamo sfacciato al titolo del disco.

Parliamo appunto di questo titolo “Il mio modo di ballare”. Come mai questo? Altre anime sotto il cappello?
Beh una tra tutte. Mio padre. Un disco dedicato a lui ma soprattutto, più in generale, un disco che tratta il tema dell’ipocrisia e delle apparenze…un vero cancro di oggi. Perdendo tempo ad inseguire quel che ci piace mostrare o quel che fa scena e tendenza, lasciando da perte quel che davvero conta. Quando poi ti scontri direttamente o indirettamente con una malattia o problemi davvero grandi, riacquistiamo il dono del “vero”. Come per magia. Mio padre mi sta insegnado anche questo, ancora oggi…e di certo sono tra quelle persone che non ha troppa voglia di perdere tempo dietro le mode e le circostanze. Atteggiamento del tutto infruttuoso in una palude sterminata di accaparratori di MI PIACE sui social. Il titolo poi ha tantissime chiavi di lettura. Se vuoi, ognuno ha il suo modo di “ballare”. Questo disco vi racconta il mio…

Tour e live? Ti vedremo dal vivo?
Spero di no auhauhahau mi vergogno come un cane!!!
A dire il vero portare dal vivo la musica richiede impegno, un lavoro di dedizione, tempo e professionalità. Io sono un produttore discografico, non un musicista. Sarei poco professionale in merito. Quindi capiremo strada facendo. Finchè sei alle prime armi e stai “giocando” va tutto bene. Ma se devi farlo seriamente allora il discorso richiede ben altro. Come ti ho detto, questo disco ha lo scopo di aprire strade mediatiche e contatti. Se con “Anime sotto il cappello” io e Giulio Berghella abbiamo costruito la Protosound e tutto quel che c’è dietro, da questo disco cosa ne uscirà? Poi suonare dal vivo, chiacchiere stupide a parte, è un momento di grande vita che passa e che non devi lasciare scappare…pochi hanno questa fortuna. Vedremo…

Prima di lasciarci regalaci una piccola nota di gossip. Nel 2009 il singolo “Lo Sposo e la sua spiga di grano” ebbe un bel successo in radio. Cantavi di un De Gregori da incontrare e mai veduto. A distanza di anni? Lo hai mai incontrato? Nel caso bisognerebbe riscrivere quel pezzo?
Adoro il gossip, strumento fondamentale per la comunicazione e per le etichette da dare.
Eh si…ci siamo incontrati e anche diverse volte. Incontrati ma mai conosciuti. De Gregori è uno dei tanti nomi che ho nella bacheca di coloro che vorrei davvero conoscere, più per l’anima artistica che per le opere che ci hanno regalato. Il brano a cui ti riferisci non andrà mai riscritto perchè certe cose devono restar ferme dove le trovi per conservarne il valore, quello vero. I personaggi pubblici poi devono essere rispettati e vissuti in quelle che sono le giuste distanze. Loro “sono di tutti” quando sono sul palco e non quando sono per strada. E a questo il gossip non pensa mai…anzi…oltrepassare i limiti è sempre l’ingrediente vincente per fare notizia.

Però col mestiere che fai di sicuro ne avrai incontrati tanti. Vuoi dire forse che da vicino gli artisti sono persone diverse da quello che mostrano?
Gli artisti no. Sono tali e quali, sia sopra che sotto il palco. Incontri persone diverse quando hai a che fare con quelli che si spacciano come artisti o che fingono di esserlo. Di sicuro recitano una parte che spesso non hanno la forza di reggere. Poi dipende da quanto siamo sensibili nel guardare le cose e quanto invece ci lasciamo ingannare dalle apparenze dei lustrini e delle luci di scena. Il successo usa e getta confezionato per una stagione dai facili miti della televisione sta dando alla luce tantissimi attori spesso anche di scarsa qualità. I grandi nomi, come quelli che hai fatto prima, spero conservino forza e fiato per insegnarci la giusta via. Ognuno per il suo genere di vita e di musica, si intenda…

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