Patrizia Cirulli: la rincorsa verso il Tenco

patrizia cirulli

Una delle 5 opere prime scelte e arrivate in finale per l’assegnazione delle Targhe Tenco 2016 è quella di Patrizia Cirulli dal titolo “Mille Baci”. Un disco dalle “mille scuse” per rendersi visibile e visionario, semplice e antico nei sapori, classico e assolutamente italiano nello stampo. Qualche baluardo lo definirebbe pop ma diciamo che l’esperimento della Cirulli ha superato le aspettative vestendosi anche di un sapore world che mai guasta. Sono canzoni nuove nella musica e nella composizione ma nei testi la cantautrice milanese spolvera e rapisce versi dai grandi della letteratura italiana e internazionale come Garcia Lorca, Quasimodo, Frida Kahlo, Baudelaire e tantissimi altri. Incontro tra poesia e musica, cultura e andamento popolare in un esperimento che diventa esperienza di vita: la conclusione è un disco che suona bene in uno scenario pop assolutamente attuale. Gusto, rispetto e soprattutto mestiere. L’intervista a Patrizia Cirulli per gli amici di Box Musica:

Musica & Letteratura. In qualche modo l’equilibrio si compie ascoltando questo lavoro. La domanda nasce spontanea: scritta la musica hai scelto un testo che più si mescolava o, al contrario, hai disegnato le note attorno al testo scelto?
Come cantautrice parto solitamente dalla musica per poi arrivare al testo. In questo caso ho fatto il contrario, sono partita dal testo, dal suo significato, dal suo “suono” per arrivare a comporre una musica evocata da quelle parole utilizzando la forma canzone.

Ma poi è anche interessante capire quale filosofia regna dietro gli autori che hai reso canzone come Quasimodo, Alda Merini, Eduardo De Filippo e tanti altri…
Ho scelto autori che mi sono cari ed ho cercato e trovato nella loro produzione letteraria testi che mi hanno emozionato profondamente e che ho ritenuto più “musicali”. Alcuni testi ho iniziato a canticchiarli senza nemmeno prendere la chitarra, creando la melodia solo con la voce, come ad esempio sul brano di Eduardo De Filippo “Quanno parlo cu te”, oppure “Stringiti a me” di D’Annunzio.
“Cantavano” già.

Dietro tutto questo lavoro enorme esiste un filo conduttore unico? Un messaggio piuttosto che un’immagine o una sensazione?
C’è un filo magico che unisce tutto questo lavoro. Una serie di coincidenze, momenti, fogli e libri che mi capitavano fra le mani, suoni, sensazioni.
A lavoro finito mi sono resa conto che l’amore, in tutte le sue diverse sfumature è l’argomento che predomina. Amore descritto e vissuto in modo forte e totale. Ci sono sentimenti ed emozioni profonde. Ma non solo.
Due brani trattano il tema della guerra, “Forse il cuore” di Quasimodo e “Primavera” di Trilussa.
Poi il disagio esistenziale con Saba ne “La capra”.

Parlando di collaborazioni: interessanti e per certi versi inaspettate quelle che troviamo dentro questo lavoro. Una tra tutte: Sergio Muniz…
Ci sono tanti ospiti è vero.
Per il brano “Deseo”, testo di Garcia Lorca, cercavo una voce maschile di un attore spagnolo. Ho quindi pensato a Sergio Muniz. Sergio è un attore ed ha anche inciso due album come cantante e autore…ed è spagnolo. Ha accettato ed è nata così la collaborazione.
Poi ci sono duetti con Fausto Mesolella, Giancarlo Cattaneo (speaker di Radio Capital), Lele Battista, Andrea Di Cesare.

Un in bocca al lupo gigante comunque vada quest’avventura delle Targhe Tenco: comunque sia per te, questo percorso, cosa significa e che valore assume nel panorama discografico di oggi?
Il fatto di arrivare in finale alle Targhe Tenco è sicuramente una grande soddisfazione ed un importante riconoscimento.
Un’importante vetrina in cui poter presentare e diffondere il proprio lavoro artistico.

Chiudiamo con uno sguardo al futuro: l’evoluzione della musica di Patrizia Cirulli? Letteratura, musica e canzone d’autore…hai già puntato verso un orizzonte ben preciso?
In realtà il mio orizzonte musicale è sempre stato vario…la costante rimane il mio essere nella musica con passione e senza condizionamenti.
Probabilmente il prossimo disco sarà di canzoni solo mie, ma continuo comunque a trasformare in canzoni testi poetici…lo faccio perché mi piace.
Del resto, il mio primo produttore discografico, Angelo Carrara, diceva che i miei testi erano “poesie”…quindi rimaniamo sempre in tema!!!!

GUARDA VIDEO : https://www.youtube.com/watch?v=jmimRHOm5E0

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