Rossella Aliano: l’elettronica è il suo presente

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Dopo tanta musica che qualcuno chiamerebbe “Medioevale”, la cantautrice Rossella Aliano torna in scena con un disco che ha forti i connotati di uno “space pop” alla Battiata maniera, di quando si fa stare in equilibrio filosofia di pensiero, trasgressione sonora e qualche buona scusa per aggrapparsi a forme canzoni conosciute…tanto per non lasciare indietro il pubblico. Si intitola “Blood Moon” questo progetto che vede l’esordio cantautorale della Aliano, un disco assai intenso, lungo, corposo che sfida l’attenzione e la resistenza…non per noia ma per intelletto e coraggio di oltrepassare le linee banali del santo pop radiofonico da radio. “Blood Moon” parla dell’uomo, parla della sua pelle, della sua voglia di essere…e quindi della sua coscienza. Un finale inatteso con la bellissima “Real”, unica traccia in inglese che ci sembri mescolare a dovere le radici del nostro grande passato. L’intervista per gli amici di BoxMusica:

Partiamo con una domanda assolutamente evidente e necessaria: dal pop/folk alla musica digitale. Come mai questo cambiamento?
Sono cambiata io ed è cambiata la mia musica in maniera del tutto naturale. Non ho deciso l’evoluzione, è avvenuta e l’ho accolta senza pormi troppi perché. Prima le canzoni magari partivano dagli accordi di una chitarra, ultimamente, avendo sperimentato anche altri strumenti, la tastiera e il basso per esempio, ho lasciato che fossero i suoni nuovi ad evocarmi le melodie, e in parte anche i testi.

I suoni digitali di questo “Blood Moon”: nascono da scelte precise o da casuali sperimentazioni?
Da sperimentazione senza ombra di dubbio. Mi piace scoprire cose nuove, e lì dove mi entusiasmo… mi fermo e approfondisco.

In rete il video del singolo “Giuda”: come mai questa scelta?
Credo Giuda sia il brano più rappresentativo, mettendo in evidenza le pecche e i vizi dell’uomo contemporaneo; Giuda nel colletivo immaginario è il traditore per eccellenza e l ho scelto un po’ a simboleggiare la nuova catastrofe umana dove la superficialità impera e di conseguenza attecchisce l’omologazione e la perdita dell’individualità. Il video racconta proprio di questo, è anche un po’ la trasposizione moderna dell’ultima cena dove il diverso all’inizio viene osannato ma poi alla fine tradito e ucciso.

Possiamo parlare di questo come di un concept album sulla genesi umana?
Si, si parte infatti con “Adam” per concludersi con “Real” il risveglio delle coscienze.

Citazioni e ispirazioni: Rossella Aliano di “Blood Moon”, di chi è figlia e/o prolungamento?
Di tutte le esperienze vissute, i libri letti, le musiche ascoltate sin’ora. Non mi sento il prolungamento di qualcosa che sta fuori di me, piuttosto Blood Moon è figlio di me stessa, delle mie emozioni, sia buone che cattive. Tutto quello che ho vissuto fino a questo momento è stato fondamentale per la stesura di questo disco, non attribuisco un particolare merito a qualcosa nello specifico se non al tempo storico che vivo e che sperimento in questa vita.

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